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Paraguay, il caso Ueno travolge Santiago Peña

La crisi di Ueno Bank in Paraguay è esplosa nella notte tra il 2 e il 3 novembre 2026, quando la Banca centrale ha sottoposto l’istituto a una procedura di risoluzione per una grave insufficienza patrimoniale. Nel giro di poche ore, quasi tre milioni di clienti hanno perso l’accesso immediato ai conti, alle carte e ai servizi digitali. Le proteste dei risparmiatori, il coinvolgimento di centinaia di milioni di dollari pubblici e i rapporti tra la banca e il potere politico hanno trasformato il dissesto finanziario in una crisi nazionale.

Le conseguenze hanno raggiunto rapidamente i vertici dello Stato. Carlos Carvallo, già presidente di Financiera Ueno e successivamente alla guida della Banca centrale, si è dimesso. La Procura ha emesso ordini di cattura contro otto dirigenti dell’istituto, mentre la magistratura ha disposto il sequestro preventivo di beni e conti riconducibili ai vertici della banca e alle società che la controllavano.

La crisi ha infine travolto Santiago Peña. Il presidente, che aveva posseduto azioni nella holding legata a Ueno, ha presentato le proprie dimissioni mentre la Camera dei deputati discuteva il giudizio politico contro di lui. Poco dopo, l’accusa parlamentare è stata approvata con 78 voti favorevoli.

Le origini di Ueno Bank

Prima di diventare una delle banche digitali più diffuse del Paraguay, Ueno aveva alle spalle una lunga storia nel settore finanziario.

La sua origine viene ricondotta a Financiera El Comercio, fondata nel 1976. Nel 1981 nacque invece CrediCentro, un’attività finanziaria avviata da Víctor Hugo Vázquez nel Mercado 4 di Asunción.

La svolta arrivò nel 2021, quando il Grupo Vázquez acquisì il 65% delle azioni di Financiera El Comercio attraverso un’operazione approvata dalla Banca centrale del Paraguay. Il gruppo promosse inoltre la fusione con CrediCentro, riunendo sotto un’unica struttura due realtà già presenti da decenni nel mercato finanziario paraguaiano.

Il 20 dicembre 2021 Financiera El Comercio assunse la denominazione Ueno Holding SAECA. Carlos Carvallo Spalding ne divenne presidente e rimase alla guida dell’attività fino al 2023.

La storia moderna di Ueno nacque quindi dall’integrazione tra Financiera El Comercio e CrediCentro, dall’ingresso del Grupo Vázquez e dalla successiva riorganizzazione societaria. La banca non apparve improvvisamente durante il governo di Santiago Peña, ma derivava da attività finanziarie preesistenti, sottoposte a un processo di acquisizione, fusione e trasformazione iniziato due anni prima dell’ottenimento della licenza bancaria.

La trasformazione in banca digitale

Nel novembre 2023, dopo avere ricevuto l’autorizzazione della Banca centrale, l’istituto iniziò formalmente a operare con il nome Ueno Bank SA.

La nuova banca privata, con sede ad Asunción, puntò sui conti digitali, sulle carte di credito e di debito, sui prestiti, sui programmi di fidelizzazione e sui servizi fintech. L’applicazione divenne il principale strumento per controllare il conto, effettuare pagamenti e trasferire denaro.

Il messaggio commerciale della banca venne sintetizzato nello slogan «La banca paraguaiana di tutti». Ueno cercò così di presentarsi come un istituto accessibile e tecnologico, capace di raggiungere anche le fasce della popolazione poco servite dal sistema finanziario tradizionale.

La crescita venne sostenuta da una strategia digitale particolarmente aggressiva. La banca semplificò l’apertura dei conti, concentrò gran parte dei servizi nell’applicazione e introdusse promozioni e programmi di cashback sugli acquisti quotidiani, compresa la spesa alimentare.

Questo modello contribuì alla bancarizzazione di migliaia di persone che fino a quel momento avevano utilizzato poco o per nulla i servizi degli istituti tradizionali.

Ueno non si limitò però a una crescita organica. Nel 2024 acquisì Visión Banco, integrandone la struttura operativa, i prodotti e la base clienti. L’operazione contribuì in modo decisivo all’espansione della banca, che arrivò a superare il milione di carte di credito attive.

L’acquisizione di Visión Banco rappresenta un passaggio importante per interpretare i 2,94 milioni di clienti successivamente dichiarati da Ueno. Una parte consistente di quella crescita potrebbe essere derivata dall’integrazione di portafogli e utenti già esistenti, non soltanto dalla conquista di nuovi correntisti attraverso l’applicazione.

L’espansione finanziaria

La crescita non riguardò soltanto il numero dei clienti. Secondo i dati disponibili, nel 2025 Ueno avrebbe registrato ricavi per circa 1.090 miliardi di guaraní, un utile netto vicino a 466,5 miliardi di guaraní e attività complessive per circa 21.100 miliardi di guaraní.

Nel dicembre 2025 la banca aveva inoltre annunciato l’ingresso di OTP Bank come azionista attraverso un investimento di 30 milioni di dollari. Nel marzo 2026 avrebbe poi collocato obbligazioni per circa 350 milioni di dollari sulla Borsa di New York.

Questi passaggi mostrano che Ueno non era più soltanto una banca digitale orientata al mercato locale. Aveva iniziato a cercare capitali internazionali e una maggiore integrazione nei mercati finanziari globali.

Alla fine del 2025 controllava, secondo dati attribuiti all’agenzia FIX, l’8,9% dei depositi e il 5,9% dei crediti del sistema bancario paraguaiano. Alcune fonti la collocavano al quinto posto tra gli istituti del Paese.

A settembre 2026 avrebbe raccolto circa 2,836 miliardi di dollari di depositi, mentre il portafoglio dei crediti ancora in essere avrebbe raggiunto circa 2,556 miliardi di dollari.

Le due cifre descrivono grandezze differenti. La prima rappresenta il denaro affidato alla banca dai depositanti. La seconda indica invece i prestiti e i finanziamenti ancora attivi.

Ueno non era necessariamente la maggiore banca del Paraguay, come hanno affermato alcune ricostruzioni più enfatiche. Era però uno dei principali istituti del Paese e la banca digitale con la più ampia penetrazione tra la popolazione.

I precedenti problemi informatici

Prima della crisi patrimoniale erano emersi anche problemi legati alla sicurezza informatica.

Nell’agosto 2025 era stata segnalata la pubblicazione sul dark web di dati attribuiti a circa 250.000 clienti. Juan Manuel Gustale, presidente di Ueno, aveva negato che il sistema bancario centrale dell’istituto fosse stato violato e aveva contestato la validità delle informazioni diffuse.

La vicenda era stata successivamente esaminata dalla Banca centrale.

L’episodio non appare direttamente collegato al dissesto del novembre 2026, ma rappresenta un precedente significativo per la protezione dei dati, l’affidabilità operativa e i rapporti tra Ueno e l’autorità di vigilanza.

Una banca presente nello sport e nella società

La straordinaria riconoscibilità di Ueno non dipendeva soltanto dal numero dei clienti. La banca aveva costruito una rete molto ampia di sponsorizzazioni sportive, culturali e sociali.

Nel calcio era diventata sponsor principale dell’Asociación Paraguaya de Fútbol, ottenendo visibilità nelle competizioni nazionali e in strutture simboliche come lo stadio Defensores del Chaco.

Aveva inoltre stretto accordi con alcune delle squadre più popolari del Paraguay, tra cui Olimpia, Cerro Porteño, Guaraní e Sportivo Luqueño. Alcune collaborazioni comprendevano i diritti di denominazione degli stadi e l’introduzione di sistemi di pagamento digitale durante gli eventi.

Ueno era anche sponsor ufficiale della CONMEBOL Sudamericana, uno dei principali tornei calcistici del continente.

La presenza di Ueno si estendeva anche agli sport olimpici. La banca era partner del Comitato olimpico paraguaiano, sosteneva la delegazione nazionale nelle competizioni internazionali e collaborava con la Secretaría Nacional de Deportes.

Era stata inoltre sponsor principale dei Giochi Panamericani Junior di Asunción 2025.

La strategia del marchio comprendeva infine iniziative sociali e culturali. Ueno aveva collaborato con Aldeas Infantiles SOS Paraguay, con la Red SUMMA per l’inclusione lavorativa, con la Fundación Dequení e con la società di produzione e intrattenimento G5pro.

Questa rete di accordi aiuta a comprendere perché il collasso abbia avuto una risonanza tanto forte. Ueno non era soltanto un istituto presso cui milioni di cittadini depositavano denaro. Era un marchio presente negli stadi, negli eventi sportivi, nei programmi sociali e nella vita quotidiana del Paese.

I primi segnali di difficoltà

Nel corso del 2026 sono aumentati i dubbi sulla velocità dell’espansione, sulla qualità dei crediti e sulla quantità di fondi pubblici concentrati presso la banca.

Nel giugno 2026 la Superintendencia de Bancos avrebbe individuato criticità nei finanziamenti concessi da Ueno a imprese collegate agli azionisti o ai dirigenti dell’istituto.

Le operazioni con società correlate sono particolarmente delicate perché possono consentire ai proprietari di una banca di utilizzare il denaro raccolto dai clienti per finanziare attività appartenenti allo stesso gruppo economico.

Tra le imprese collegate identificate dalle fonti compaiono Grupo M SA, Grupo Hendy SA, Aime SA e Tuiu SA. Miguel Ángel Almada Frutos, consigliere supplente di Ueno, avrebbe detenuto partecipazioni in queste società.

Anche il Congresso aveva iniziato a chiedere chiarimenti alla BCP. I parlamentari avevano domandato spiegazioni sui prestiti alle imprese collegate, sulla crescita accelerata di Ueno, sulla concentrazione dei fondi pubblici e sulla qualità della vigilanza esercitata dalla Superintendencia de Bancos.

Secondo ABC Color, le risposte fornite dalla Banca centrale erano state considerate insufficienti.

Nel mese precedente alla risoluzione, Fitch Ratings avrebbe inoltre modificato in negativo l’outlook dell’istituto, richiamando la rapida crescita del bilancio e l’elevato peso delle attività immateriali.

Pochi giorni prima dell’intervento, Ueno aveva annunciato un piano di ricapitalizzazione da 100 milioni di dollari. Metà delle risorse sarebbe dovuta arrivare dalla holding proprietaria e la parte restante da investitori privati locali.

Il piano non è stato completato prima dell’avvio della procedura di risoluzione.

I crediti rischiosi e il crollo della solvibilità

Le ispezioni della BCP avrebbero individuato carenze nella valutazione del rischio, informazioni finanziarie incoerenti, accantonamenti insufficienti, finanziamenti problematici e operazioni con imprese legate agli azionisti.

La Banca centrale ha quindi imposto rettifiche prudenziali per oltre 1.621 miliardi di guaraní.

Dopo queste correzioni, il coefficiente di solvibilità di Ueno è precipitato al 5,56%, contro un minimo regolamentare indicato nel 12%.

La formula utilizzata inizialmente da alcune fonti, secondo cui la solvibilità era scesa sotto una soglia del 50%, deve essere interpretata correttamente. Il livello della banca non era inferiore a un requisito assoluto del 50%, ma rappresentava meno della metà del minimo regolamentare del 12%.

Nel frattempo, Ueno non è riuscita a reintegrare una riserva obbligatoria di 70 milioni di dollari.

La banca si è quindi trovata davanti a una combinazione di patrimonio insufficiente, rischio di perdite sui crediti, carenza di liquidità e incapacità di rispettare i requisiti richiesti dalla Banca centrale.

Secondo una ricostruzione di Clarín, verifiche preliminari avrebbero collocato tra 400 e 500 milioni di dollari il possibile ammanco e gli attivi privi di copertura liquida immediata.

La cifra deve essere trattata con cautela. Un credito non immediatamente liquidabile non rappresenta necessariamente una perdita definitiva e una rettifica prudenziale non equivale automaticamente a una somma irrecuperabile.

Clarín ha inoltre sostenuto che la BCP avrebbe presentato alla Procura una denuncia lunga circa 200 pagine. Il documento, se confermato, potrebbe contenere gli elementi raccolti durante le ispezioni e la ricostruzione delle operazioni contestate.

La chiusura notturna e il blocco dei conti

Il 2 novembre 2026 il consiglio della Banca centrale ha deciso all’unanimità di avviare la procedura di risoluzione di Ueno Bank.

La chiusura operativa sarebbe avvenuta intorno alle tre del mattino del 3 novembre. L’applicazione, le carte, i trasferimenti, i prelievi e le filiali hanno smesso di funzionare.

Ueno dichiarava circa 2,94 milioni di clienti, molti dei quali hanno perso l’accesso immediato al denaro depositato.

La BCP ha avviato il bilancio di esclusione, necessario per distinguere gli attivi trasferibili, i depositi da cedere ad altre banche, i crediti recuperabili, le passività e i beni destinati alla liquidazione.

Circa 120 funzionari della Banca centrale sono stati inviati nelle sedi di Ueno per esaminare documenti, saldi, sistemi informatici e portafogli.

La procedura prevedeva che gli attivi e i passivi selezionati potessero essere trasferiti verso altri istituti attraverso un processo competitivo. Non sono ancora noti i nomi delle banche interessate né le condizioni delle eventuali offerte.

Davanti alle filiali si sono formate lunghe file. Le proteste si sono estese da Asunción ad altre città, compresa Ciudad del Este, dove gruppi di cittadini hanno chiesto l’avvio del giudizio politico contro Santiago Peña.

La crisi non riguardava soltanto il recupero futuro dei depositi. Nell’immediato, migliaia di persone non disponevano della liquidità necessaria per acquistare alimenti, pagare le bollette o sostenere le spese familiari.

Marcelino Vergara, risparmiatore di 68 anni, ha dichiarato in lacrime di avere bloccati i risparmi accumulati durante tutta la vita. Secondo una ricostruzione, dopo la chiusura della banca gli sarebbero rimasti soltanto 8.000 guaraní, quasi un dollaro, immediatamente disponibili.

La sua testimonianza non dimostra che i risparmi fossero definitivamente perduti. Mostra però l’impatto concreto del blocco su persone che non potevano attendere settimane per recuperare la liquidità necessaria alla vita quotidiana.

Il Fondo di garanzia e i primi rimborsi

Il Paraguay dispone di un Fondo de Garantía de Depósitos, disciplinato dalla legge numero 2334 del 2003.

La copertura ordinaria arriva fino a 75 salari minimi, equivalenti a circa 228,3 milioni di guaraní, poco più di 38.000 dollari. Il limite si applica a ogni persona fisica o giuridica presso ciascun istituto, non a ogni singolo conto.

Secondo le stime iniziali, circa il 97% dei depositanti di Ueno, pari approssimativamente a 2,8 milioni di persone, avrebbe avuto somme interamente comprese entro la garanzia.

Il restante 3%, indicato in circa 87.000 depositanti, avrebbe invece avuto saldi superiori alla copertura. Questo non significa che perderà automaticamente la parte eccedente. Il recupero dipenderà dal valore degli attivi, dalla cessione dei crediti, dai beni sequestrati e dall’esito complessivo della risoluzione.

La BCP ha annunciato un primo pagamento fino a 10 milioni di guaraní, circa 1.675 dollari. Il Parlamento ha poi approvato una misura straordinaria che consente anticipi fino a 40 salari minimi, equivalenti a circa 121 milioni di guaraní.

La copertura ordinaria del Fondo rimane invece fissata a 75 salari minimi.

La Banca centrale ha inoltre liberato gli alias registrati presso Ueno nel Sistema de Pagos del Paraguay. I clienti hanno così potuto collegare il proprio identificativo a un conto aperto presso un’altra banca e continuare a ricevere nuovi trasferimenti.

La misura non ha sbloccato il denaro già presente presso Ueno, ma ha permesso di ripristinare almeno una parte dell’operatività quotidiana.

Fondi pubblici, pensioni e commercio

Ueno aveva raccolto o gestiva risorse pubbliche per una cifra compresa tra 800 e 855 milioni di dollari.

Tra gli enti esposti figuravano l’Instituto de Previsión Social, la Caja Fiscal, il Ministero dell’Economia, Itaipú e diversi fondi pensionistici collegati ad ANDE e Yacyretá.

L’IPS aveva investimenti stimati tra 355 e 380 milioni di dollari, collocati principalmente in certificati di deposito e obbligazioni finanziarie. La cifra rappresentava quasi il 9% del portafoglio complessivo dell’ente, distribuito tra 14 istituzioni finanziarie.

Circa 32.000 pensionati ricevevano le prestazioni attraverso Ueno. L’IPS ha assicurato il pagamento delle pensioni e dell’aguinaldo per il 17 novembre e ha avviato il trasferimento dei beneficiari verso un’altra banca.

La continuità immediata delle prestazioni non dipendeva direttamente dagli investimenti bloccati presso Ueno. Le pensioni correnti venivano finanziate attraverso i contributi dei lavoratori e dei datori di lavoro e trasferite agli istituti bancari 48 ore prima della data di pagamento.

Rimaneva invece incerto il recupero degli investimenti dell’IPS coinvolti nella procedura.

Il governo Peña ha presentato un progetto per estendere il Fondo di garanzia alla totalità delle risorse pubbliche collocate presso Ueno. La proposta avrebbe potuto coprire circa 855 milioni di dollari appartenenti a nove istituzioni pubbliche e previdenziali.

Il progetto ha suscitato fortissime critiche e non è stato discusso dal Congresso. I suoi oppositori hanno sostenuto che avrebbe trasferito le perdite sul sistema bancario e sui cittadini, lasciando meno risorse disponibili per affrontare eventuali crisi future.

Il blocco ha avuto effetti anche sul commercio. Secondo Asimcopar, nelle multitiendas due operazioni elettroniche su tre passavano attraverso conti Ueno. L’associazione ha quindi parlato di una possibile semiparalisi del mercato commerciale.

La chiusura di una banca tanto presente nei pagamenti digitali ha colpito contemporaneamente famiglie, commercianti, importatori, fornitori, catene distributive, organizzazioni sportive ed enti pubblici.

L’inchiesta e il sequestro dei beni

La Procura ha emesso ordini di cattura contro otto dirigenti della banca. Tra loro figuravano Juan Manuel Gustale Cardoni, presidente di Ueno, e Federico Miguel Vázquez Villasanti, primo vicepresidente e beneficiario finale dell’istituto.

Le fonti hanno indicato progressivamente due, sei, sette e infine otto persone fermate, arrestate o consegnatesi. Il numero definitivo deve essere confermato attraverso un aggiornamento ufficiale della Procura.

La magistratura ha inoltre disposto il sequestro preventivo di beni e conti appartenenti alle società controllanti e ai principali dirigenti per un valore complessivo indicato in circa 329 milioni di dollari.

La struttura proprietaria di Ueno è stata ricostruita attraverso una catena di controllo che partiva dal Grupo Vázquez SAE, passava attraverso U Holdings SARL e U Paraguay SA e arrivava infine a Ueno Bank.

La finalità del sequestro era impedire la vendita o il trasferimento dei beni e aumentare le risorse disponibili per tutelare tanto i depositi garantiti quanto le somme superiori alla copertura ordinaria.

Dalle dimissioni di Carvallo alla caduta di Peña

La crisi ha investito immediatamente Carlos Carvallo, che si è dimesso dalla presidenza della Banca centrale su richiesta di Santiago Peña.

Carvallo aveva guidato Financiera Ueno dal 2021 fino al luglio 2023 ed era stato nominato alla presidenza della BCP nell’agosto successivo.

La Banca centrale ha sostenuto che Carvallo si fosse astenuto dalle decisioni riguardanti direttamente Ueno. Rimane tuttavia da chiarire chi abbia assunto la responsabilità della vigilanza e quale ruolo abbia avuto l’ex dirigente nelle discussioni sulla stabilità generale del sistema.

Dopo la sua uscita, Liana Caballero avrebbe assunto temporaneamente la guida della BCP, mentre Peña ha designato Raúl Vera Bogado come nuovo presidente dell’istituto, sottoponendo la nomina all’accordo del Senato.

Anche Santiago Peña aveva avuto rapporti economici con il gruppo proprietario. Il presidente aveva posseduto azioni nella holding collegata a Ueno fino al 2025. Le fonti divergono tra marzo e aprile sulla data esatta della cessione.

Il problema politico non riguardava soltanto il precedente investimento. Comprendeva la nomina di Carvallo alla BCP, la concentrazione dei fondi pubblici presso Ueno, le modifiche alle norme sui conflitti d’interessi e le risposte ritenute insufficienti dell’autorità di vigilanza.

Il 4 novembre oppositori e dissidenti del Partito Colorado hanno presentato una richiesta di giudizio politico contro Peña e il vicepresidente Pedro Alliana.

La svolta è arrivata quando Horacio Cartes, ex presidente e leader del Partito Colorado, ha sostenuto il procedimento contro Peña.

Il 5 novembre, mentre la Camera discuteva l’accusa, Peña ha annunciato le proprie dimissioni dalla Presidenza. Nel videomessaggio ha dichiarato di avere preso la decisione per tutelare la stabilità del Paraguay, la pace sociale e le istituzioni democratiche.

Poco dopo, la Camera ha approvato l’accusa per il giudizio politico con 78 voti favorevoli. Il Partito Colorado ha sostenuto il procedimento contro Peña, ma non quello contro Pedro Alliana.

Secondo il Guardian, Alliana assume la Presidenza per completare il mandato fino all’agosto 2028. Restano tuttavia da documentare formalmente il giuramento, l’accettazione definitiva delle dimissioni di Peña e la conclusione del passaggio dei poteri.

Resta aperta anche la questione dell’eventuale prosecuzione del giudizio politico. Alcune fonti sostengono che l’accettazione delle dimissioni possa garantire a Peña protezioni parlamentari. Il Guardian afferma invece che una condanna politica potrebbe privarlo dello status senatoriale e dell’immunità.

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Di Francesco Ratti

Laureato in Scienze umanistiche per la comunicazione e laureando magistrale in Editoria multimediale, sono giornalista pubblicista, iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Lombardia dal giugno 2023.

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