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Formula 1 in Sud America: passato, presente e futuro dei Gran Premi

I Gran Premi di Formula 1 in Sud America rappresentano uno dei capitoli più affascinanti della storia dell’automobilismo. Il continente ha regalato alla categoria campioni leggendari, circuiti spettacolari e gare entrate nella memoria collettiva.

Eppure, nonostante questa tradizione, soltanto due Paesi sudamericani hanno ospitato una prova valida per il Campionato mondiale: Argentina e Brasile. Oggi è rimasto il solo appuntamento di São Paulo, mentre Buenos Aires continua a inseguire il sogno di riportare la Formula 1 in Argentina.

Domenica 8 novembre 2026 il presente e il passato di questa storia si incontreranno nuovamente sul circuito di Interlagos. Il Gran Premio di São Paulo inizierà alle 14:00 locali, le 18:00 in Italia, e si disputerà sulla distanza di 71 giri.

I Gran Premi di Formula 1 in Sud America

La storia dei Gran Premi di Formula 1 in Sud America cominciò ufficialmente nel 1953, quando Buenos Aires ospitò la prima prova del Mondiale disputata nel continente.

Il Brasile entrò nel calendario vent’anni più tardi, nel 1973, dopo aver organizzato una gara non valida per il campionato nel 1972. Da quel momento il baricentro della Formula 1 sudamericana si spostò progressivamente dall’Argentina al Brasile.

Complessivamente, le tappe iridate sudamericane sono state disputate su tre impianti principali:

  • l’Autódromo Oscar y Juan Gálvez di Buenos Aires;
  • l’Autódromo José Carlos Pace di Interlagos;
  • il circuito di Jacarepaguá, a Rio de Janeiro.

Altri Paesi, tra cui Colombia, Cile e Uruguay, hanno più volte manifestato interesse verso la massima categoria. Nessuno di essi, tuttavia, ha ancora ospitato un Gran Premio valido per il Mondiale.

Il Gran Premio d’Argentina: la porta della Formula 1

Il Gran Premio d’Argentina fu la prima gara di Formula 1 organizzata in Sud America. L’edizione inaugurale si disputò nel 1953 a Buenos Aires, sull’autodromo allora intitolato al 17 ottobre e successivamente ribattezzato in onore dei fratelli Oscar e Juan Gálvez.

Il circuito era stato inaugurato nel 1952 e poteva essere utilizzato in diverse configurazioni. Nel corso dei decenni, la Formula 1 corse su quattro varianti differenti dell’impianto.

Il Gran Premio d’Argentina ebbe una storia discontinua. Fu inserito nel calendario nei seguenti periodi:

  • dal 1953 al 1960;
  • dal 1972 al 1975;
  • dal 1977 al 1981;
  • dal 1995 al 1998.

In totale si disputarono 21 edizioni valide per il Campionato mondiale. L’ultima, nel 1998, fu vinta da Michael Schumacher con la Ferrari davanti a Mika Häkkinen ed Eddie Irvine.

Formula 1 in Sud America: la vittoria di Schumacher nel 1998 in Argentina
La vittoria di Schumacher nel 1998 in Argentina

Juan Manuel Fangio e il sogno argentino

L’arrivo della Formula 1 a Buenos Aires non può essere separato dalla figura di Juan Manuel Fangio. Il pilota argentino contribuì in maniera decisiva alla diffusione dell’automobilismo europeo in Sud America.

Fangio vinse cinque titoli mondiali tra il 1951 e il 1957, guidando per Alfa Romeo, Maserati, Mercedes e Ferrari. Divenne il simbolo internazionale dell’Argentina e uno dei primi grandi personaggi globali della Formula 1.

Sul circuito di Buenos Aires ottenne quattro vittorie valide per il Mondiale, nel 1954, 1955, 1956 e 1957. Il suo primato nella gara argentina non è mai stato superato.

Il Gran Premio del 1955 entrò nella storia anche per le condizioni ambientali proibitive. Il caldo costrinse diversi piloti ad alternarsi alla guida, mentre Fangio completò da solo la gara e vinse dopo quasi tre ore.

In quegli anni il pubblico argentino trasformò l’autodromo in un luogo di celebrazione nazionale. La Formula 1 non rappresentava soltanto uno spettacolo sportivo, ma anche il riflesso dell’ascesa internazionale del Paese.

Formula 1 in Sud America: Juan Manuel Fangio
Juan Manuel Fangio

Crisi, ritorni e addio della Formula 1 all’Argentina

Dopo l’età di Fangio, la presenza argentina nel calendario diventò irregolare. Problemi economici, instabilità politica e difficoltà organizzative provocarono lunghe interruzioni.

La categoria tornò stabilmente a Buenos Aires negli anni Settanta, utilizzando anche la configurazione più lunga e veloce dell’autodromo. Il tracciato comprendeva un’estesa sezione attorno al lago, affrontata a velocità elevate.

L’edizione del 1977 coincise con la prima vittoria in Formula 1 della Wolf, ottenuta da Jody Scheckter. Nel 1978 Mario Andretti vinse con la Lotus 78, mentre nel 1979 Jacques Laffite si impose con la Ligier.

Dopo il Gran Premio del 1981, vinto da Nelson Piquet, la gara scomparve nuovamente dal calendario.

Il ritorno avvenne nel 1995, su una configurazione più corta e tortuosa. L’esperienza durò soltanto quattro stagioni. Damon Hill vinse nel 1995 e nel 1996, Jacques Villeneuve nel 1997 e Michael Schumacher nel 1998.

Quella vittoria della Ferrari rimane, ancora oggi, l’ultima gara di Formula 1 disputata in Argentina.

Il Gran Premio del Brasile: la nuova capitale sudamericana

Il Brasile entrò ufficialmente nel Mondiale nel 1973. La prima edizione valida per il campionato si disputò a Interlagos e fu vinta dall’idolo locale Emerson Fittipaldi.

La presenza brasiliana arrivò nel momento ideale. Fittipaldi aveva conquistato il titolo mondiale nel 1972 con la Lotus ed era diventato il primo campione del mondo brasiliano. Il successo contribuì ad aumentare rapidamente la popolarità della Formula 1 nel Paese.

Fittipaldi vinse anche nel 1974, questa volta con la McLaren. Nel 1975 fu Carlos Pace a imporsi davanti al pubblico di casa. Dopo la sua morte in un incidente aereo nel 1977, l’autodromo di Interlagos assunse ufficialmente il nome di Autódromo José Carlos Pace.

Il Gran Premio brasiliano divenne gradualmente uno degli appuntamenti più riconoscibili del calendario. A differenza della gara argentina, sopravvisse alle crisi economiche e alle trasformazioni della Formula 1 moderna.

Formula 1 in Sud America: Emerson Fittipaldi
Emerson Fittipaldi

Interlagos, il cuore della Formula 1 sudamericana

Il nome Interlagos significa letteralmente “tra i laghi”. Il circuito si trova infatti tra due bacini artificiali nella zona meridionale di São Paulo.

La pista fu inaugurata nel 1940. La Formula 1 vi disputò una gara non valida per il Mondiale nel 1972, prima dell’ingresso ufficiale nel calendario nella stagione successiva.

Il tracciato originale misurava quasi otto chilometri ed era molto diverso dalla versione attuale. Presentava lunghi rettilinei, curve veloci e un asfalto particolarmente sconnesso.

Dopo importanti interventi di ammodernamento, la Formula 1 tornò a Interlagos nel 1990 su una configurazione accorciata. Il circuito attuale è lungo 4,309 chilometri, presenta 15 curve e viene percorso in senso antiorario. La distanza completa della gara è di 305,879 chilometri, suddivisi in 71 giri.

La prima sequenza di curve è conosciuta come S do Senna. La discesa dopo il rettilineo dei box favorisce i sorpassi, soprattutto in frenata alla prima curva.

La conformazione del terreno crea continui cambi di pendenza. Il tratto centrale è più lento e tecnico, mentre la salita finale verso il rettilineo richiede trazione, potenza e una corretta gestione dell’energia.

Formula 1 in Sud America: il circuito di Interlagos
Il circuito di Interlagos

Da Interlagos a Jacarepaguá

Tra la fine degli anni Settanta e gli anni Ottanta, il Gran Premio del Brasile si spostò più volte a Rio de Janeiro.

Il circuito di Jacarepaguá ospitò la Formula 1 nel 1978 e poi, stabilmente, dal 1981 al 1989. Nel 1988 venne dedicato a Nelson Piquet, protagonista di quella fase storica e campione mondiale nel 1981, 1983 e 1987.

La pista era piatta, larga e caratterizzata da curve veloci. Le temperature elevate sottoponevano vetture e piloti a un notevole sforzo fisico.

Jacarepaguá fu il teatro di alcune vittorie importanti di Alain Prost, che costruì proprio in Brasile una parte significativa del suo record nella gara. Il francese ottenne sei successi nel Paese, imponendosi sia a Rio de Janeiro sia a Interlagos.

Nel 1990 la Formula 1 tornò definitivamente a São Paulo. Il circuito di Jacarepaguá fu successivamente demolito per consentire la costruzione delle strutture destinate ai Giochi olimpici di Rio 2016.

Formula 1 in Sud America: il circuito di Jacarepaguá
Il circuito di Jacarepaguá

I campioni sudamericani della Formula 1

Il rapporto tra Formula 1 e Sud America non dipende soltanto dai circuiti. Il continente ha prodotto alcuni dei piloti più importanti della storia.

L’Argentina ha avuto in Fangio il suo massimo rappresentante, ma anche José Froilán González occupa un posto speciale: nel 1951 regalò alla Ferrari la prima vittoria nel Campionato mondiale.

Il Brasile ha conquistato otto titoli piloti grazie a tre campioni:

Senna trasformò il Gran Premio del Brasile in un evento emotivo e nazionale. La vittoria del 1991 a Interlagos, ottenuta con problemi al cambio e un enorme sforzo fisico, rimane una delle immagini più celebri della sua carriera.

Nel 1993 Senna vinse nuovamente davanti al proprio pubblico, sotto la pioggia e in condizioni particolarmente difficili.

Dopo di lui, Rubens Barrichello e Felipe Massa mantennero viva la presenza brasiliana ai vertici. Massa vinse a Interlagos nel 2006 e nel 2008, quando arrivò a pochi secondi dalla conquista del titolo mondiale.

Le gare che hanno costruito la leggenda di Interlagos

Interlagos è diventato celebre soprattutto per i finali di campionato e per le condizioni meteorologiche imprevedibili.

Nel 2007 Kimi Räikkönen arrivò in Brasile con sette punti di ritardo da Lewis Hamilton. Il finlandese vinse la gara e conquistò il titolo con un solo punto di vantaggio su Hamilton e Fernando Alonso.

Nel 2008 Felipe Massa tagliò il traguardo al primo posto e, per pochi istanti, credette di essere campione del mondo. Hamilton superò Timo Glock nelle ultime curve e raggiunse il quinto posto necessario per vincere il titolo con un punto di margine.

Nel 2012 Sebastian Vettel fu coinvolto in un contatto durante il primo giro. Riuscì a rimontare e conquistò il terzo Mondiale consecutivo, mentre Jenson Button vinse la gara.

Nel 2016 Lewis Hamilton si impose sotto una pioggia intensa, ma il protagonista fu Max Verstappen. L’olandese recuperò numerose posizioni nel finale, mostrando una straordinaria sensibilità sul bagnato.

Nel 2021 Hamilton vinse partendo dalla decima posizione, dopo essere stato squalificato dalle qualifiche della Sprint e costretto a rimontare dal fondo nella gara breve.

Questi episodi spiegano perché Interlagos continui a essere considerato uno dei circuiti più imprevedibili della Formula 1.

Il futuro dei Gran Premi di Formula 1 in Sud America

Il futuro immediato della Formula 1 sudamericana continua a dipendere dal Brasile.

Il calendario ufficiale del 2027 prevede il ritorno a São Paulo dal 5 al 7 novembre, come ventunesimo appuntamento della stagione. Nel 2027 Interlagos tornerà inoltre a ospitare una gara Sprint.

Nessun altro Paese sudamericano compare nel calendario successivo. Il Messico ospita una seconda gara latinoamericana, ma geograficamente appartiene all’America settentrionale.

Il Brasile rimane quindi l’unico rappresentante del Sud America. Questo primato garantisce a São Paulo un pubblico proveniente anche da Argentina, Uruguay, Paraguay, Cile, Colombia, Perù e dagli altri Paesi della regione.

La continuità di Interlagos dimostra inoltre che una pista storica può mantenere il proprio posto in una Formula 1 sempre più orientata verso circuiti cittadini e grandi progetti commerciali.

Il possibile ritorno della Formula 1 in Argentina

L’Argentina continua a lavorare all’ipotesi di un ritorno del Gran Premio a Buenos Aires. Il progetto ruota attorno alla riqualificazione dell’Autódromo Oscar y Juan Gálvez, che necessita di interventi significativi per adeguarsi agli standard moderni della FIA.

La presenza di un pilota argentino competitivo può aumentare l’interesse commerciale e popolare, ma non è sufficiente. Per ottenere una gara servono un circuito con omologazione FIA di Grado 1, garanzie finanziarie pluriennali, accordi tra governo, città e promotori privati, infrastrutture adeguate per pubblico, squadre e media, un contratto con Formula One Management e uno spazio disponibile in un calendario già vicino al limite massimo.

Le ricostruzioni pubblicate nel 2026 indicano il 2029 come possibile orizzonte per il progetto argentino.

Anche altri mercati sudamericani potrebbero immaginare una candidatura futura. Tuttavia, i costi organizzativi, le infrastrutture richieste e la concorrenza internazionale rendono difficile la nascita di un secondo appuntamento regionale nel breve periodo.

Dal passato al futuro, passando per Interlagos

La Formula 1 in Sud America ha attraversato epoche molto diverse. Buenos Aires aprì la strada durante gli anni di Fangio. Il Brasile raccolse il testimone grazie a Fittipaldi, Piquet e Senna. Interlagos trasformò questa eredità in un evento stabile e riconosciuto in tutto il mondo.

Il presente è rappresentato dal Gran Premio di São Paulo. Il futuro dipenderà dalla capacità del Brasile di preservare il proprio appuntamento e da quella dell’Argentina di trasformare i progetti in un accordo concreto.

Domenica 8 novembre le monoposto torneranno a percorrere la discesa del Senna S, il tratto centrale e la lunga salita verso il traguardo. Non sarà soltanto la ventesima gara della stagione 2026. Sarà un nuovo capitolo della lunga relazione tra la Formula 1 e il Sud America.